Container, boom dei noli marittimi. Più vicino il ritorno ai livelli post Covid

luglio 10, 2024
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Christian Morasso
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Genova – Il combinato disposto tra i disagi prodotti dagli attacchi Houthi sul Mar Rosso e l’arrivo della stagione di picco nel settore dei trasporti marittimi - che corrisponde al periodo dalla tarda estate fino all’autunno, quando in Occidente le aziende cominciano a riempire i magazzini in vista di Natale - spingono i noli per il trasporto dei container via nave alle vette raggiunte nel periodo post-Covid. È la valutazione della Sea Intelligence, una delle più quotate società di analisi a livello globale, che prevede per l’estate un rincaro dei trasporti che porterà i noli marittimi (almeno quelli spot, cioè svincolati da contratti di lungo periodo) a toccare il tetto dei 20 mila dollari per container da 40 piedi sulla rotta tra Asia ed Europa.

Già ora - si spiega - molti caricatori si stanno portando avanti, cercando stiva sulle navi, che chiedono importi più alti per la necessità di circumnavigare l’Africa, e questo sta spingendo le rate verso l’alto. I noli spot, avvisano gli esperti, dovrebbero arrivare sulla rotta Shanghai-Genova a 21.600 dollari per container da 40 piedi - nel corso della pandemia si era arrivati sulla rotta Asia-Europa a 14 mila dollari. L’analisi di Sea Intelligence, va detto, parte dall’indicizzazione dei noli per miglio marittimo percorso. Se si arrivasse ai livelli della pandemia, cioè 1,60 euro per miglia sulla rotta tra Asia e Mar Mediterraneo e tenuto conto della circumnavigazione dell’Africa in effetti si arriverebbe a sfondare il tetto dei 20 mila dollari.

Detto questo, allo stato attuale la rotta Shanghai-Genova, dopo il boom a doppia cifra della scorsa settimana, ha visto una crescita dei noli del 3% a 6.862 dollari a container da 40 piedi. Il periodo è insomma volatile, e a fianco delle previsioni di Sea Intelligence c’è chi come Drewry prevede anzi un raffreddamento nella seconda metà del mese. I quattro fattori da tenere d’occhio saranno la disponibilità di stiva (va ricordato che entro fine anno entreranno in flotta nuove navi per tre milioni di teu, di cui un milione già consegnato dai cantieri navali), la domanda (sin qui in effetti più alta rispetto alle previsioni), l’atteggiamento dei caricatori, che come visto tirano a cautelarsi e prenotare spazi per evitare ritardi e altri contrattempi ormai diventati di abitudine nel settore. Le stesse disfunzioni (per esempio il mega-sciopero minacciato sulla West Coast degli Usa) sono infatti il quarto fattore di influenza sui noli secondo Drewry.