Un mercato segnato dall'allineamento di fattori speculativi

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Christian Morasso
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Non si è mai visto, negli ultimi 20 anni, un mercato internazionale del legno e materie prime più in fermento.

Il pellet e le biomasse mancano, i tronchi di pioppo scarseggiano, i compensati di betulla spariscono, le latifoglie delle migliori qualità aumentanto esponenzialmente e il legno da costruzione resinoso trova mercati più ricchi.

In questi ultimi 9 mesi si è affermato un mercato come eravamo abituati a vedere negli anni '70-'80: prezzi in crescita! E pure per lungo periodo. In Italia meno che altrove, visto che lo scetticismo, le banche e il mercato a macchie di leopardo non premia la speculazione e il coraggio di stoccare merce.

Eppure analizziamo alcuni fattori chiave che si sono succeduti in questi ultimi mesi.

Legno, Clima e Legalità

L'inverno è stato molto rigido e ha portato in breve tempo le scorte di magazzino accumulate negli ultimi due anni in PELLET ad esaurirsi, lasciando molti magazzini vuoti già a Gennaio Febbraio. Nel centro e in alcune parti del Nord Europa l'inverno è stato lungo e per lo più umido, il che ha ostacolato la lavorazione del legno in grandi parti delle foreste. Di conseguenza, i prezzi dei tronchi di alta qualità, in particolare la quercia, aumentavano ulteriormente. Nel settore del legno tenero, le tempeste invernali e l'infestazione da scarafaggi di corteccia in Germania e nei Paesi circostanti hanno portato a grandi quantità di legname di bassa qualità, che al momento sta abbassando i prezzi del legno. L'elaborazione di questi importi andrà avanti per tutto il 2018 e sono attese nuove infestazioni da coleotteri, la stagione degli scarafaggi è appena iniziata.

Segherie e produzioni all'origine hanno avuto difficoltà a rifornire tutti e sono, pertanto, ripartiti gli investimenti in impianti a pellet.

Se aggiungiamo il fattore "legalità" del legno che ha bloccato le forniture da Nazioni indisciplinate come l'Ucraina o la Russia, così come drastiche riduzioni di taglio boschivo in Romania, Croazia e altre Nazioni, la materia prima inevitabilmente è poca per tutti. 

Nel 2017, inoltre, la bilancia commerciale del legno europea è in positivo: ESPORTIAMO più di importare legno grezzo. Soprattutto ai cinesi. Questo è stato un grosso problema per le segherie francesi di legno duro già da anni. Recentemente anche le associazioni di segherie tedesche hanno affermato che non ci sono abbastanza legname di faggio e quercia per le fabbriche tedesche a causa delle crescenti esportazioni in Cina. Per anni gli esportatori si sono concentrati sul faggio, ma recentemente anche la quercia è stata esportata in grandi quantità.

In Italia, poi, le piantagioni di pioppo vengono  tagliate troppo giovani (alla faccia dell'eco pensiero chic di tenere tronchi enormi in piedi) per foraggiare impianti a biomassa per la necessità di calore a basso costo, pertanto pallet e compensati restano all'asciutto e devono cercare forniture alternative.

Sì, si alimentano impianti a biomassa primo perchè è ecologico e poi perchè il costo del gasolio e gas sono sempre più in aumento! Se il prezzo del Petrolio aumenta, di conseguenza aumenta il costo del legno: i mezzi forestali per l'esbosco incidono direttamente sul costo del legno con il loro carburante.

Prezzo del petrolio:

Maggio 2016: 46,62$;

Maggio 2017: 50,27$;

Maggio 2018: 75,70$/bbl .

In due anni +61,58% !!

Di certo la crisi in Venezuela e Iran non aiuteranno ad abbassare il costo del petrolio.

Dazi e Politica

Ultimamente ci si è messo pure Mr.Trump con la sua politica para-protezionistica (ma tanto negoziale) dei dazi: Canada fuori da ogni collaborazione, dentro gli europei nell'edilizia del Nord America in boom di crescita. 

Pertanto molte segherie europee di resinosi abbandonano il mercato delle pigne secche continentali per andare oltremare con prezzi e ordini per quantitativi superiori e allo stesso tempo  pagamenti più garantiti per le segherie giganti austro-tedesche.

Ma anche i produttori russi con il compensato Betulla migrano nella terra a stelle e strisce , dove si sono introdotti dazi sui compensati cinesi (noi in Europa li abbiamo già da 14 anni, siamo precursori del trumpismo...).

Compensati cinesi esportati nel 2016 in USA: 5 milioni di m3 (fonte: Forest-trends) 

In futuro si parla di dazi fra Europa e USA ora che Trump ha finito la sua negoziazione con i cinesi a colpi di gabelle e limitazioni doganali.

Quadro socio-economico internazionale

Se aggiungiamo un fattore inalienabile come l'aumento della popolazione mondiale nel 2030 a 9 Miliardi di abitanti , dai 7 miliardi che siamo ora e i 3,5 miliardi che eravamo negli anni '70 ... la domanda sorge spontanea: Ma dove troveremo il legno per tutti?!

Oltretutto molte popolazioni in via di sviluppo non sono più così povere: nelle capitali dei Paesi dell'Est si vive meglio che a Parigi ormai, stipendi assolutamente europei, così come in Nord Africa, Nigeria, Cameroun, Gabon, Sud America, Asia, Medio Oriente dove le popolazioni sono sempre più ricche ed esigenti! 

Queste considerazioni sono avvalorate e confermate dai forti investimenti in linee di produzione e macchine a CNC che partono per tutto il Mondo comprati da investitori locali e, allo stesso modo, il ritorno in patria di lavorazioni che avevano perso convenienza in Italia ed erano migrate negli anni '90-2000 all'estero.

Conclusioni

La situazione internazionale non è stata mai così rosea per le produzioni  industriali del made in Italy; solo le produzioni artigianali rischiano di scomparire senza investimenti in automatizzazione di produzione o commerciali per i mercati mondiali.

Vedremo pertanto se questi fattori romperanno gli indugi degli imprenditori italiani, sempre attanagliati da problemi ormai ancestrali, quali il costo dell'energia, gli oneri sul costo del lavoro e la mancanza di giustizia economica.

By Christian Morasso