I Paesi dell'Est fornitori di legname all'Italia in affanno

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Christian Morasso
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Da Settembre ad oggi si registrano diversi trend e disponibilità in Europa nel settore forestale e prima trasformazione che stanno cambiando il procurement di legname e derivati.

Dopo che la Croazia ha emanato le nuove norme restrittive sul commercio e trasporto di legname fresco (vedasi articoli precedenti) c'è stato un avvicendamento al ministero delle foreste che ha favorito una discussione del decreto, anche perchè molti commercianti di tavolame fresco e compratori oltreconfine sono già sul piede di guerra per i contratti già in corso da far rispettare. Pertanto la situazione è ancora in fase di normalizzazione.

In Romania invece il ministero delle foreste ha ristretto le autorizzazioni di taglio del patrimonio statale forestale solo alla NFA (National Forestry Administration of Romania) , la quale si è trovata a fronteggiare un taglio annuale da 4 milioni di m3 di tronchi con l'organizzazione per 1 milione di m3! Risultato : molti boscaioli e imprese forestali private sono sul piede di guerra e il più grande trasformatore rumeno, Schweighofer, è costretto a importare tronchi di resinosi da Germania e Austria, anche perchè dall'Ucraina ogni tentativo è vano con la guerra civile in corso. Si stima che Schweighofer nel 2017 abbia importato più di 500,000m3 di tronchi resinosi da Germania e Austria. Il trend di import aumenterà, si suppone, visto che già importava nel 2016 1milione500mila m3 all'anno dall'Ucraina.

L'Ungheria , ricca di latifoglie e industrie di trasformazione, purtroppo combatte contro un livello dei salari talmente basso che gli operai mancano, anche perchè cercano lavoro in Germania. Rallentamenti nelle forniture.

L'Ucraina si può considerare operante senza continuità o controllo, vista la situazione grave ai confini e internamente.

La Francia ha denunciato all'ultimo Forum delle Latifoglie a Venezia il costante aumento di prezzo dei tronchi di latifoglie a causa della speculazione di compratori ed esportatori asiatici, presenti alle aste di tronchi. Insieme ai direttori di Romsilva rumeni sono d'accordo sulla necessità di bloccare l'export di tronchi o addirittura le esportazioni transnazionali europee.

La Polonia, così come la Germania, sono Nazioni che esportano per la maggior parte prodotti a valore aggiunto, non grezzi, dato il forte impatto dei costi della materia prima attenuati da una forte spinta tecnologica in tutti i semialvorati.

In tutte la Nazioni limitrofe all'Italia , pertanto, si presenta una situazione complicata per il reperimento di materia prima grezza soprattutto su misura fresca di buona qualità.

Il clima inoltre ha aumentato le richieste di legno energetico il quale ormai si apporvvigiona direttamente da tronchi freschi e non solo dagli scarti delle segherie con conseguente corsa agli acquisti.

 

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