Saviola risana i conti e torna a investire

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Christian Morasso
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I compiti a casa non sono finiti. Ma la prova più dura è alle spalle. Il Gruppo Saviola – primo produttore italiano di pannelli truciolari e tra i principali per mobili in kit – annuncia la chiusura, con un anno di anticipo, del proprio piano di risanamento (ex articolo 67 della Legge Fallimentare) e un’operazione di rifinanziamento da 131 milioni di euro, compiuta con il concorso di 9 istituti bancari, con capofila la Banca Popolare di Milano.

L’iter di risanamento prevedeva che il gruppo riducesse la posizione finanziaria netta dai 404 milioni di euro del 2011 a 271 milioni nel 2016. Ma grazie agli interventi effettuati, il 2016 si è chiuso a 213 milioni. Mentre il rapporto tra posizione finanziaria netta ed Ebitda (il margine operativo lordo) – che fotografa l’equilibrio economico-finanziario – è passato dal 10,8 del 2011 al 2,6 nel 2016.

Terminato l’iter di riduzione del debito e a fronte di 3 anni di bilanci in utile (2014-2016), Saviola ha presentato un piano industriale 2016-2020 con investimenti per circa 180 milioni, di cui 40 già stanziati, e ottenuto linee finanziarie per 140 milioni (di cui 131 per gli stabilimenti italiani)da un pool di nove banche guidate dalla Banca Popolare di Milano.

«Il percorso virtuoso – ha spiegato il presidente Alessandro Saviola – è stato possibile riorganizzando le società (da 50 a 10) sotto una sola, appunto Saviola Holding, e riordinato le entità in 3 business Unit: Chimica, Legno e Mobile. Ciascuna detiene,a sua volta, partecipazioni in società diverse in funzione al business di riferimento. Infine, non siamo una società quotata ma abbiamo deciso di segurine i parametri con certificazione del bilancio dal 2011».

Ma la riduzione dei costi ha avuto effetti anche sull’occupazione. «Da 1750 addetti pre-crisi – spiega Saviola – siamo passati a 1350. Oggi abbiamo ricominciato a riassumere: siamo a 1400 addetti. Abbiamo utilizzato gli ammortizzatori sociali, soprattutto bloccato il turnover, ridotto del 15% gli stipendi dei dirigenti che non sono usciti. Tuttavia, la holding ha siglato un contratto integrativo di secondo livello con oltre 900 collaboratori che lega la sostanza economica a risultati di gestione oggettivi e misurabili e le Rsu siedono con l’azienda nelle commissioni paritetiche».

Con un fatturato 2016 di 570 milioni di euro e circa 1.400 dipendenti dislocati in 13 stabilimenti divisi tra i settori legno, chimica e produzione di mobili in kit, Saviola punta a raggiungere il 15% del fatturato con nuovi prodotti entro il 2020, guardando sempre di più all’estero, tra Germania, Francia, Europa, Cina e Usa. Sia stringendo accordi con distributori esteri, sia entrando nelle catene di fornitura di produttori, soprattutto tedeschi e Usa. Recente l’accordo di fornitura di pannelli per cucine d’alta gamma con la statunitense Salt furniture. «Con 40 milioni di euro di investimento, da quest’anno – conclude Saviola – torniamo ad investire. Soprattutto in automazione e parco-macchinari».

 

http://legno.fordaq.com/fordaq/srvFordaqReport/GRUPPO+MAURO+SAVIOLA+SRL_6133.html

Fonte: Il Sole 24 Ore

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